noi dei palazzi, loro dei prefabbricati

Maynardo in storie Sabato 26 Novembre 2005

quando ero piccolo il mio orizzonte era fatto di un paio di palazzacci identici al mio, una superstrada che li cingeva e decine di prefabbricati post terremoto, verdi acqua e dal tetto di lamiera. erano addossati l’uno all’altro confusamente. solo uno stradone con i dossi a dividerli. stracolmi di gente. pieni di bambini come me. io credevo di vivere più che decentemente allora. io ero uno dei palazzi. avevo solo un fratello. mai avrei pensato che dopo un tot di anni sarei cresciuto, trasformato nella persona che sono, abbandonato quel quartiere e soprattutto che al posto di quei prefabbricati potesse nascere il parco più cementato d’italia.
non c’ero ancora il 23 novembre 1980. Continua…

Irpiniagate, vero falso

Gabriella Bianchi in documenti Giovedì 24 Novembre 2005

Ho letto ieri, anche se distrattamente, perché presa dal lavoro e da una bufera di neve, i commenti al post sull’Irpinia. Distrattamente quelli che riguardavano le polemiche che accompagnano questo anniversario. Distrattamente perché li conosco. Sono sempre gli stessi: sprechi, sperperi, ritardi De Mita e il suo feudo, l’Irpinia mangia soldi, le autostrade nel deserto, le industrie fantasma…
L’elenco è lunghissimo. Non amo le polemiche, preferisco le discussioni e spero di contribuire a una riflessione pacata. Perché l’animosità accende il dibattito e come la paglia brucia in un istante senza lasciare traccia, neppure del calore. A quelle accuse rispondo: è vero. E’ vero i soldi sono stati sprecati, qualcuno ne ha tratto vantaggio ingiusto, economico e politico. E’ tutto vero. Ma la verità in questa vicenda non è ua soltanto. Come tutte le verità andrebbe vista da diversi punti di osservazione.
Quando ho deciso di registrare un dominio che si chiamasse 23novembre1980.it mi sono chiesta come riempirlo. Avrei potuto inserire foto, documenti, testimonianze e poi le varie "ricostruzioni" dello scandalo noto come Irpiniagate (il conio è di Montanelli). E invece ho scelto un unico fazioso punto di vista: quello di chi ha vissuto sulla propria pelle la catastrofe. Continua…

Grazie

Gabriella Bianchi in storie Giovedì 24 Novembre 2005
Per i racconti, per le mail, per tutti i blog che hanno linkato questo blog. Perdonatemi se sono stata assente. Domani risponderò a tutti; inserirò quei messaggi che mi sono arrivati in privato. Sono appena tornata da Conza, l’epicentro del Terremoto. Una giornata di lavoro tra la neve. I tre post che precedono questo sono dedicati alla giornata a Conza. A domani per le foto. E grazie ancora a tutti quelli che hanno arricchito questo luogo con i loro ricordi.

Quando guidai i soccorsi

Gabriella Bianchi in storie Giovedì 24 Novembre 2005

Era stato qui cinque anni fa, per il ventennale. Ma nel 1980 guidò una colonna di 300 persone e 70 mezzi che raggiunse Conza nella serata del 28 novembre. Francesco Losacco, ingegnere capo della Provincia di Bologna, è cittadino onorario di Conza. Arrivò dopo un tortuoso giro, che lo portò prima a Lioni, per errore, poi sulla collina di conza: "Non c’erano i telefoni, non avevamo i cellulari. La nostra fortuna fu un radio amatore che ci accompagnava. E via radio seguivamo le istruzioni dalla sede centrale di Bologna che ci indirizzò a Conza. Continua…

Un nome, una fiaccola

Gabriella Bianchi in storie Giovedì 24 Novembre 2005
Centoottantaquattro fiaccole. Ogni fiaccola un nome. Un nome da evocare, da chiamare. Mancavano all’appello quella notte. Ieri erano lì dove il paese che li ha inghiottiti, è rinato. Nomi che richiamano storie, racconti, vicende umane e le lacrime, tutte le lacrime di chi è rimasto e ieri reggeva una fiaccola.
Il paese intero si è ritrovato tra i viali nuovi e senza memoria, senza storia. Una fiaccola, il cammino lento in processione, dal municipio alla cattedrale. Anche la chiesa è nuova, moderna ma senza essere sfrontata, che non aggredisce ma cerca di accogliere. La fiaccolata in ricordo delle vittime del 23 novembre 1980 parte alle 16. Continua…

A Conza nel giorno della memoria

Gabriella Bianchi in storie Giovedì 24 Novembre 2005

Viali larghi, edifici bassi, villette anche in centro e poi la valle. Conza non è più uno di quei paesi presepi come li definì Leonardo Sciascia sulle colonne del Corriere della Sera. Conza è un paese senza memoria, senza tufo e pietre. Le pietre sono rimaste sulla collinetta che quella sera del 23 novembre 1980 si sbriciolò in novanta secondi. Il censimento del 1981 fu pubblicato con dati che sembravano un cristallo incrinato. Falsi. cambiati in corso di pubblicazione. 1921 abitanti riportavano le pagine dell’Istat. Ma mancavano all’appello 184 persone: uomini, donne, bambini, anziani. 1418 case, si leggeva ancora nel brogliaccio. Continua…

I soccorritori in divisa. Se ricordate i loro nomi scrivete qui!

Gabriella Bianchi in documenti Mercoledì 23 Novembre 2005

Il 23 novembre 1980 la Protezione Civile, così come è intesa oggi, era una struttura di coordinamento del Ministero degli Interni. Non esistevano reparti di Protezione Civile così come ci sono oggi. Tale compito era affidato ai Vigili del fuoco e, per le calamità naturali, alle Forze Armate.
I primi a prestare soccorso, ad Avellino, furono i fanti del 231° Battaglione fanteria "Avellino", della Caserma "Berardi", in centro città. Insieme con loro, altri battaglioni raggiunsero nelle prime ore i posti più remoti dell’area del sisma. Continua…

Pionati, il terremoto presente

Daniele Moschella in storie Mercoledì 23 Novembre 2005

Il terremoto, come un’ossessione, come un’onda che torna, uno sciabordio che si rinnova.
Il nonno riuscì a sopravvivere a quello del 1851 che distrusse Melfi, ma purtroppo dovette soccombere al sisma del 1930, il terremoto del Vulture.
Ma l’evento che in qualche modo ha segnato la sua vita è di sicuro il terremoto dell’ottanta, il terremoto dell’Irpinia.
Giovanni Pionati era stato eletto sindaco di Avellino da tre mesi e mezzo. Del terremoto oggi, dopo venticinque anni, ne parla ancora al presente.
Proprio come un’onda che torna. Che lascia a riva ancora tracce, sabbia bagnata.
Giovanni Pionati oggi ha quasi 88 anni. Continua…

A San Mango

mimmo rossi in storie Mercoledì 23 Novembre 2005

Ci ritrovammo quella  mattina in piazza Libertà. Un incontro casuale con Leondino, compagno di tante trasferte per raccontare l’Avellino in serie A.  A pochi passi dalla piazza c’era via Generale Cascino, c’era Piazza del Popolo: per gli avellinesi “N’coppa o’ Carmine”. Luoghi dove quella sera è crollato il mondo, dove si sono contati i  morti. I vigili del fuoco scavavano nella nebbia tra le macerie, sotto gli occhi atterriti della gente. “Ne abbiamo estratto un altro – esclamò un pompiere – siamo stanchi, distrutti, ma non possiamo fermarci. Sotto ci sono ancora tante persone. La nostra speranza è di trovarne ancora qualcuna in vita”.  Il sole iniziò a farsi strada tra la nebbia. Continua…

Avevo 4 anni

Gaetano Amato in storie Martedì 22 Novembre 2005
Il 23 novembre 1980, quella sera, penso di avere avuto gli occhi spalancati. Non ricordo di avere avuto paura, perché, a 4 anni meno qualcosa, mi facevano paura soltanto il buio ed un cane lupo che puntualmente mi azzannava la mano venendomi in sogno la notte. Il 23 novembre 1980 ero a casa di mia nonna paterna e stavo mangiando quello che era avanzato del pranzo della domenica: Continua…
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