I soccorritori in divisa. Se ricordate i loro nomi scrivete qui!

Gabriella Bianchi in documenti Mercoledì 23 Novembre 2005

Il 23 novembre 1980 la Protezione Civile, così come è intesa oggi, era una struttura di coordinamento del Ministero degli Interni. Non esistevano reparti di Protezione Civile così come ci sono oggi. Tale compito era affidato ai Vigili del fuoco e, per le calamità naturali, alle Forze Armate.
I primi a prestare soccorso, ad Avellino, furono i fanti del 231° Battaglione fanteria "Avellino", della Caserma "Berardi", in centro città. Insieme con loro, altri battaglioni raggiunsero nelle prime ore i posti più remoti dell’area del sisma. Erano dotati di poco più che di pale e piccozze, l’equipaggiamento leggero a disposizione dei reparti di fanteria. Prestarono i primi soccorsi, svuotarono i magazzini reggimentali di coperte, tende, medicinali, razioni viveri, generi di prima necessità. I battaglioni genio arrivarono più tardi con i loro mezzi pesanti, le ruspe, le scavatrici, le macchine movimento terra.
Da tutta Italia affluirono i battaglioni formati da semplici soldati di leva che scavarono, rimossero le macerie, estrassero i vivi e i morti da quel disastro, curarono i feriti, piansero insieme alle vittime di quella immane tragedia. A loro si unirono i volontari della Croce Rossa, delle Misericordie, delle associazioni di pubblica assistenza.
In un lungo documento, tratto da un numero della Rivista Militare dell’epoca, le cifre e i dati del contributo di quei ragazzi. Non abbiamo i loro nomi. Non abbiamo i vostri nomi, che sono tanti. Elencheremo i nomi dei vostri battaglioni, anche se molti non esistono più. Voi raccontate e, se ne avete voglia, lasciate un messaggio, un ricordo, una testimonianza, il luogo dove avete prestato soccorso, con quale reparto. Lasciate, se volete, la vostra E-mail. Così che le persone che furono insieme a voi, commilitoni o vittime del terremoto del 1980, possano, dopo 25 anni, ritrovarvi e ringraziarvi per il vostro generoso aiuto.

 
Settore AVELLINO:
 

231° battaglione fanteria "Avellino"
1° battaglione bersaglieri "La Marmora"
2° battaglione bersaglieri "Governolo"
3° battaglione bersaglieri "Cernaia"
2° battaglione granatieri "Cengio"
Battaglione alpini "Tirano"
47° gruppo artiglieria "Gargano"
92° ospedale da campo
Ospedale da campo USA
Ospedale da campo tedesco
Unità sanitaria eliportata dell’Aeronautica Militare
Comando Brigata "Pinerolo"
9° battaglione meccanizzato "Bari"
13° battaglione meccanizzato "Valbella"
60° battaglione carri "Locatelli"
5° battaglione paracadutisti "El Alamein"
2° gruppo artiglieria "Potenza"
9° gruppo artiglieria "Foggia"
Battaglione genio "Orta"
Battaglione genio "Timavo"
Battaglione genio "Ticino"
Compagnia genio "Pinerolo"
Compagnia controcarri "Pinerolo"
Battaglione logistico "Pinerolo"
Scuola del genio
Battaglione genio tedesco
23° battaglione bersaglieri "Castel di Borgo"
1° battaglione granatieri "Assietta"
67° battaglione meccanizzato "Montelungo"
Battaglione alpini "Morbegno"
 

Settore SALERNO:

30° battaglione meccanizzato "Pisa"
40° battaglione meccanizzato "Bologna"
66° battaglione meccanizzato "Valtellina"
89° battaglione fanteria "Salerno"
10° battaglione bersaglieri "Bezzecca"
90° ospedale da campo
Comando Brigata "Acqui"
67° battaglione bersaglieri "Fagarè"
Battaglione genio "Bolsena"
Battaglione genio "Livenza"
Battaglione logistico "Acqui"
21° battaglione motorizzato "Alfonsine"
1° battaglione lagunari "Serenissima"
11° gruppo artiglieria "Teramo"
21° gruppo artiglieria "Romagna"
 

Settore POTENZA:

91° battaglione fanteria "Lucania"
5° battaglione motorizzato "Col della Beretta"
57° battaglione motorizzato "Abruzzi"
85° battaglione meccanizzato "Verona"
Battaglione alpini "L’Aquila"
Battaglione alpini "Feltre"
13° ospedale da campo
Unità sanitaria mobile della Marina Militare
Battaglione genio "Trasimeno"
Battaglione genio "Torre"
Battaglione "San Marco" della Marina Militare
20° battaglione meccanizzato "San Michele"
62° battaglione motorizzato "Sicilia"
Battaglione alpini "Cividale"
Battaglione alpini "Saluzzo"

Settore NAPOLI e CASERTA:

 Scuola specializzati trasmissioni
47° battaglione fanteria "Salento"
Ospedale da campo dell’VIII CMTR
aliquota del Battaglione genio "Timavo"
aliquota del Battaglione genio "Ticino"

Unità operanti in tutta l’area del sisma:

11° battaglione trasmissioni "Leonessa"
45° battaglione trasmissioni "Vulture"
4° battaglione trasmissioni "Gardena"
21° gruppo squadroni dell’Aviazione Leggera dell’Esercito "Andromeda" e aliquote dell’11°, del 12° e del 51° gruppo squadroni dell’Aviazione Leggera dell’Esercito.

Comments

  1. piero
    Novembre 23rd, 2005 | 13:49

    a potenza, esattamente a tito scalo, c’ero anchio, con i miei commilitoni (servizio militare) del battaglione logistico di varna - bressanone (BZ) della brigata alpina tridentina.
    avevamo un colonna di automezzi militari, tra cui un’ambulanza.. io guidavo proprio quest’ultima e praticamente “sfollavo” i malati “cronici” dagli ospedali della zona a quelli delle città vicine (matera, bari, maratea ecc.)per far più posto ai feriti.
    è stata un’esperienza che ancora oggi, all’età di 45 anni, ricordo e racconto ai miei figli.

  2. carmen
    Novembre 23rd, 2005 | 13:52

    All’epoca avevo appena tre anni, ma ricordo quel pomeriggio tardo di domenica: io e la mia famiglia (allora vivevamo in provincia di Napoli) eravamo qui ad Avellino da alcuni parenti… i grandi guardavano “90° minuto” in soggiorno, le mamme chiacchieravano in cucina… noi piccoli cugini giocavamo…
    Poi la scossa INTERMINABILE.
    Il panettone della nonna cadde dal tavolo. IL BUIO.
    IL FUGGI FUGGI GENERALE.
    Ricordo le grida delle donne in strada e i pianti dirotti dei bambini. Ricordo la forza e la compostezza degli uomini. Fummo costretti a rientrare a casa, a Nola, perchè mio padre fu chiamato al dovere. Io, mia sorella e mia madre dormimmo per molti notti nella Mini Minor rosso fiammante, nel cortile del palazzo insieme a tutti gli altri condomini. Ci dissero che era meglio così… per le scosse di assestamento. Ogni volta che avvertivo un movimento mi sembrava di vedere oscillare il grande stabile che avevo davanti ai miei piccoli occhi di bambina.
    Per settimane non vidi mio padre.
    Di lui conservo alle pareti il “Diploma di Benemerenza con medaglia a testimonianza dell’opera prestata in favore delle popolazioni della Campania e dela Basilicata colpite dal sisma del 23 novembre del 1980″ a firma del Commissaruo Straordinario, Giuseppe Zamberletti.

    Carmen

  3. mimmi
    Novembre 23rd, 2005 | 14:30

    anche mio padre 25 anni fa è venuto da quelle parti con i soccorsi mandati dal paese in cui viviamo e questa mattina ricordando la data si è commosso……

  4. Antonio
    Novembre 23rd, 2005 | 14:36

    Avevo 7 anni, ma ho chiaro alcune immagini come se fosse ieri.
    Centro storico di Portici (NA), a casa della zia c’erano tutti. Le signore che chiacchieravano, i signori che guardavano il calcio in tv e noi i piccoli riuniti in cerchio a scherzare spensierati.
    Inconsapevole di cosa stesse succedendo, fui travolto dalla paura irragionevole di mia madre che ci trascinò via da quella casa per sfuggire alle viscere dei vicoli che intanto sembravano, con i palazzi alti e decatenti, i mostri che ci volevano inghiottire. Ragginta la piazza grande fummo inghiottiti da una folla immensa.
    Ricordo le sirene, ricordo i commenti, ricordo le notti passate all’aperto. Ricordo che io dovetti col tempo, molto tempo, riprendermi dall’insonnia, dalla mania di persecuzione che generò in mè quel terrore inconsapevole.

  5. lucio
    Novembre 23rd, 2005 | 16:50

    il 23 novembre rientravo da una licenza a Udine.
    Caserma in stato di allarme ed i battaglioni del genio in partenza ( 3btg guastatori ).
    Ero aggregato al magazzino genio di Udine ed due giorni dopo, con una colonna militare, siamo giunti in Irpinia.
    Son passati tanti anni e non è stato l’unico terremoto che ho avuto modo di vedere ma, di questo, il ricordo è ancora vivissimo.
    Mi sembra impossibile che siano passati già 25 anni.

  6. GIGI GIORDANO
    Novembre 23rd, 2005 | 17:03

    All’epoca del terremoto ero il Tenente Giordano del 40° Battaglione Bologna.Siamo arrivati ad Eboli dove abbiamo allestito il quartier generale e poi mi è stato dato l’incarico di ufficiale di collegamento ad Acerno (SA).E’ stata un’esperienza molto dura ma costruttiva, ho fatto amicizia con tante persone che conservo nel mio cuore nonostante, di molte, ho perso i contatti.
    Spero di riavere contatti con quanti ho conosciuto inquesta esperienza (diemstudio@libero.it)

  7. Novembre 23rd, 2005 | 19:05

    Di quel 23 novembre ho un ricordo “indiretto”, nel senso che dalle nostre parti (Alberobello-Bari) in sisma fu avvertito in forma leggera e personalmente non ricordo neanche di aver sentito la scossa. Però ricordo che subito cominciai a capire che era successo qualcosa di molto grave: avevo 12 anni e da poco in casa c’era un tv-color. Forse anche per quello, ogni sera ero incollato ai telegiornali per l’aggiornamento della conta delle vittime. Poi però successe che mio zio, operaio ENEL, partì volontario per dare una mano ai soccorsi alle zone terremotate. E così tanti altri in paese, e la cosa per me assunse un aspetto di coinvolgimento ben diverso del semplice tiggì. Ci tornò un mese dopo e con un carico di cose viste e vissute da raccontare. Insomma, a tutt’oggi, passando per l’Irpinia non posso fare a meno di sovrapporre quelle immagini alla descrizione di impervie terre e arroccati paesini alle prese col dramma della ricostruzione post-terremoto. Per me quelle terre restano “le zone terremotate”. Ed aspettavo che qualcuno un giorno dedicasse uno spazio sul web a quest’evento doloroso che ha segnato comunque la storia del paese. A testimonianza e per rendere giustizia della storia di tanta gente generosa e silenziosa.

  8. Ilaria
    Novembre 23rd, 2005 | 20:19

    Nel 1980 ancora non ero nata, sono infatti del 1982 ma quel terremoto l’ho vissuto tramite i racconti di mio padre e dei miei parenti. Purtroppo ha profondamente cambiato la storia del mio paese, che prima di quel 23 novembre era popolato e ricco. In questo momento mi trovo a Pasadena, California per un progetto presso un’università ma l’orgoglio di appartenere alla terra irpina è sempre vivo in me

  9. michele
    Novembre 23rd, 2005 | 20:42

    …era sera a roma, ed io ero a casa di un amichetto (avevo da poco compiuto 14 anni) a vedere la sintesi della partita JUVE-INTER, sentii tremare tutto e corsi subito via a casa mia, ho inconsciamento preso due volte l’ascensore per raggiungerla, e quando sono arrivato ho capito il dramma che era successo nella zona dove mia padre è nato e vissuto e dove si sarebbe recato di lì a poco a prestare i soccorsi “civili”……ma la cosa che più mi impressionò fu la paura della mia cuginetta di 6/7 anni, che nel frattempo con i genitori si erano trasferiti a roma, che in continuazione guardava il lampadario in modo terrificante non appena sentiva un qualsiasi rumore anomalo……
    in modo molto diverso, e neanche minimamente paragonabile, la stessa paura l’ha provata mio figlio di 9 anni quest’estate quando si è avvertita una scossetta a roma…..io prego il Signore perchè non faccia più provare ai bambini queste esperienze terrificanti, è brutto leggere il terrore nei loro sguardi di qualcosa dalla quale non si può proteggerli.

  10. stefano sbrana
    Novembre 23rd, 2005 | 23:18

    All’epoca io ero un soccorritore volontario sulle autoambulanze della Pubblica Assistenza di Pisa. Quella terribile domenica ero in casa,come Michele(sopra),a vedere la partita,il lunedì pomeriggio ci siamo organizzati e con la Pubblica Assistenza di Pisa siamo partiti alla volta di Grottaminarda,dove siamo stati per circa una settimana a scavare come dannati nella melma e nella neve.Poi da lì ci siamo spostati e siamo andati a S.Angelo dei Lombardi,dove abbiamo trovato una scuola media che aveva retto al sisma e con la collaborazione di tanti altri vol.abbiamo istituito una mensa con le cucine da campo militari,per i sensatetto e per tutti i volontari il cuoco era il mio capo,chi ricorda questa scuola ricorda anche un grasso signore Pisano che si chiama Bruno Colombini,il quale era sempre disponibile verso tutti.Impossibile scordarlo,si metteva a mangiare qualcosa di caldo dalle 300 alle 400 persone.La mia triste esperienza finì dopo circa 25 giorni,25 giorni con solo 1 maglietta e un paio di mutande di ricambio,la doccia era un sogno,ci si lavava come meglio si poteva.Comunque è stata una esperienza di umanità eccezionale,dove ho conosciuto persone che stimo profondamente,con la quale per via del mio lavoro sono tuttorain contatto.Sono tornato dopo 2 anni a S.Angelo,insieme al sig.Bruno Colombini(circa metà Dicembre 1982)a portare i regali dei ragazzi delle scuole di Pisa per i ragazzi del terremoto e vi lascio immaginare le emozioni di ritrovare persone a cui abbiamo insegnato tanto.In seguito dopo svariati anni,siamo stati premiati dallo Stato,con una medaglia al valore.Ma per me quella medaglia non ha valore,il valore lo dò io con quel che ho fatto e rifarei.Avrei voluto a,distanza di anni,tornare in quei posti,per ricordare,per vedere,ma purtroppo la vita corre anche per binari differenti da quel che vuoi.Se qualche soccorritore è interessato lo autorizzo a scrivermi,la mia e-mail è tekila59@libero.it mi farà piacere scambiare solo ricordi,perchè non ho nè foto nè film.

  11. ANTONIO
    Novembre 23rd, 2005 | 23:36

    Partimmo la domenica successiva al sisma.
    Eravamo un gruppo di volontari della P.A. Croce Verde di Alessandria, in collaborazione con la Provincia che mise a disposizione alcune roulottes e viveri di prima necessità.Io ero l’infermiere del gruppo, in quanto mi ero appena diplomato.
    Ci recammo a Campagna, città gemellata con Alessandria e, al campo sportivo, trovammo un accampamento, dove un gruppo di militari, ragazzi come noi, ( all’epoca avevo 25 anni)e una suora ci accolsero festanti, anche perchè non ricevevano più notizie nè rifornimenti dal reparto.
    Lasciammo loro il latte per i bambini e altri generi e ci accampammo in un capannone nelle vicinanze dove, per 4 giorni distribuimmo vestiario e generi alimentari.
    In seguito ci recammo a Lione e a Sant’Angelo dei Lombardi, dove lasciammo ai Vigili del Fuoco tutto il materiale rimastoci.
    E’ stata un’esperienza che mai più dimenticherò, ho visto morte e speranza,riconoscenza e disperazione e in quei giorni ho capito cosa vuol dire amare il prossimo.

  12. Rolando Antonucci
    Dicembre 1st, 2005 | 00:26

    Eravamo in 3 io il mio amico Sanna e Sparacino,alle 19,23 eravamo al cinema 2 Torri a Potenza,subito rientrati in caserma ci siamo diretti con gli altri del 9° Scaglione 80 a Balvano dove sotto le macerie insieme ai Vigili del Fuoco di Bari abbiamo estratto 42 persone purtroppo senza vita.Difficile dimenticare,vorrei solo che tutte le persone che noi abbiamo in qualche modo aiutato si ricordino qualche volta di noi.

  13. Alessandro
    Dicembre 10th, 2005 | 15:58

    Sono nato meno di 3 anni dopo quella tragedia.
    Ricordo ancora la città di Potenza in costruzione, il quartiere di sfollati, le gru e le impalcature, le case popolari…le lacrime di chi ha perduto qualcuno, la smorfia di sorriso di chi ce l’ha fatta ed è rimasto senza niente, neanche un tetto.
    I miei nonni, i miei genitori, mio fratello l’hanno vissuta in prima persona…forse è da loro che ho imparato a rispettare il terremoto e a conviverci. Un abbraccio a tutti i terremotati del mondo.

  14. Luigi D'Angelo
    Febbraio 4th, 2006 | 15:41

    Nel 1976 sono stato nelle fila del 30°BTG MECC “PISA” a Montorio Veronese,leggo su queste pagine che il Battaglione è stato poi impegnato nel 1980 per l’emergenza terremoto in Campania.
    Io sono di Napoli, ed ho vissuto il terremoto dell’Irpinia, ricordo quei tristi giorni, ma sono orgoglioso di leggere che il mio Battaglione è stato mobilitato per gli aiuti. Peccato non esserci stato ero gia in congedo da tre anni.

  15. Michele Sandro Spagnuolo
    Marzo 19th, 2006 | 13:08

    Anch’io ho partecipato a soccorrere i terremotati del Sisma ‘80. Sono di Potenza e in quel periodo facevo il militare, per fortuna, nella mia città.
    La sera del Sisma avevo da poco finito il turno di servizio, ero Caporal Maggiore, ed ero al comando delle guardie nel deposito carburanti.
    Stavo rientrando a casa quando all’improvviso incominciarono a tremare le mura della città e quindi feci un dietro front per dare un aiuto ai miei commilitoni.
    Siamo andati subito a Balvano dove abbiamo lavorato per 48 ore consecutive tirando fuori, con l’aiuto dei Vigili del Fuoco, dalle macerie circa 77 cadaveri.
    E’ stata una esperienza veramente tragica, ma sono uscito fuori con un bagalio molto carico di esperienze di vita. Sono stato felice di aver contribuito nel dare aiuto e conforto alle persone che soffrivano tantissimo.
    Michele Sandro Spagnuolo

  16. Rolando Antonucci
    Aprile 23rd, 2006 | 23:56

    Michele Spagnuolo si ricorderà sicuramente di me,Sanna,Il Centralinista Labartino,Il Sergente Murena,Il Tenente Di Sauro ecc…sarebbe molto bello organizzare un incontro di tutte quelle persone che la stessa notte del sisma si sono recate a Balvano..lascio la mia e mail : wolf@box.it

  17. Alessio Marazzi
    Aprile 26th, 2006 | 11:44

    La sera del 23 novembre ero a Roma, in caserma, di guardia.
    Essendo a terra non ho sentito nulla ma, all’ora del cambio, ho notato subito che qualcosa non andava.
    I commilitoni non arrivavano in fila indiana ma raggruppati antorno al caporale che aveva una radiolina.
    Lì ho appreso del terremoto!
    La notte stessa l’allarme e la mattina dopo la partenza per Salerno.
    Da Salerno verso Solofra dove ho montato tende, svuotato l’ospedale pericolante, attrezzato una scuola o asilo a nuovo ospedale, fatto servizio d’ordine in comune, organizzato un magazzino con i vestiari che arrivavano da tutta Europa.
    Con me tanti miei commilitoni del 2° battaglione Granatieri Cengio.
    Ho un caro ricordo di un ragazzo, bersagliere, mandato a casa in licenza (era di Solofra e non mi ricordo il suo nome) che, appena arrivato è andato dal capitano della mia compagnia e si è messo a disposizione, lui, con la casa distrutta ha fattpo da
    Ho ricordo di tre volontari francesi, una ragazza e due ragazzi che hanno fatto vita da soldati con noi senza mai lamentarsi, e mi ricordo un matrimonio, con noi soldati come invitati, come regalo di nozze un fazzoletto bianco e rosso dei Granatieri.
    Mi ricordo dei Carabinieri di Bologna e degli eccezionali vigili del fuoco di Napoli oltre ai volontari alpini.
    E’ stata un’esperienza molto importante che ha formato un legame di amicizia molto forte con alcuni miei commilitoni che vedo tutt’ora.
    Anni fa, sono stato chiamato al distretto militare di Milano dove mi hanno consegnato una medagla e un diploma per aver partecipato ai soccorsi.
    Alessio Marazzi

  18. Giorgio
    Maggio 2nd, 2006 | 19:24

    La sera del 23 Novembre 1980 ero in caserma, la Spaccamela di Udine, ero soldato del 5° Battaglione Genio Pionieri “Bolsena”. Ricordo perfettamente la tremenda e giustificata agitazione dei commilitoni provenienti dal sud, non riuscivano a telefonare ai loro cari per avere notizie, era veramente una situazione drammatica che vivevamo minuto per minuto. La caserma nel frattempo era entrata in allarme e tutta la notte siamo rimasti negli uffici della Maggiorità per fare il punto della situazione. Eravamo in tanti, ricordo ancora qualche nome, il caro Roberto Carraro, il “gigante buono” Mario Orlandi ed il caro Biraghi. Con il Capitano De Luca ed il M.llo Lecca siamo stati tutta la notte in ufficio a tracciare la situazione sulle carte militari, e più le drammatiche notizie arrivavano più ci davano una grande voglia e fretta di partire per aiutare!
    Qualche giorno dopo raggiungemmo con tre convogli ferroviari la stazione di Salerno, assieme a reparti del Genio Guastatori e Minatori sempre provenienti dalla Spaccamela di Udine, che ci raggiunsero anche attraverso convogli stradali. Abbiamo lavorato l’intera notte per scaricare tutte le attrezzature, non eravamo mai stanchi. Ricordo perfettamente il giorno che andai a Laviano, ero capomacchina di un convoglio composto da tre camion Astra per consegnare reti e materassi. La sensazione della morte ce l’avevo a chilometri di distanza, la tristezza di tutte quelle bare vuote da riempire, il cagnolino sopra le macerie fermo in un punto ad annusare silenziosamente, e quattro vigili del fuoco con una barella carica e ricoperta da un lenzuolo. Il paese non esisteva più, c’era solo un grande silenzio rotto dal rumore delle ruspe che lavoravano ed ogni tanto si fermavano. Potrei andare ancora avanti con tanti ricordi, magari condividendoli e rivivendoli con tanti altri commilitoni ed amici dei quali ho perso ogni traccia; ma nonostante la tristezza di quei momenti una grande cosa mi è rimasta nel cuore, i tanti veri amici che ho conosciuto e con i quali ho condiviso gioie e dolori.
    Grazie Antonio Giriolo, Alberto Cesari, Barbieri, Antonio Colangelo, Maddaloni, e tutti coloro che sono rimasti presenti nella mia memoria fotografica, ma purtroppo senza un nome!

    Giorgio Ferrato

  19. antonio
    Gennaio 28th, 2007 | 09:54

    vorrei sapere perchè nell’elenco dei reparti che hanno partecipato agli aiuti alle popolazioni terremotate della zona di Potenza e omesso il DISTRETTO MILITARE DI POTENZA,Io ero in forza a tale reparto e anche noi abbiamo fatto la nostra parte,e dalle primissime ore,trovandoci sul posto ed avendo condiviso lo stesso terrore della popolazione civile ,non voglio nessuna onoreficenza,ma almeno di essere ricordati insieme agli altri….grazie

  20. Giacomo Iuppa
    Dicembre 3rd, 2007 | 16:58

    ho partecipeto ai soccorsi con il 231 Btg Avellino
    caserm Baiardi Viale Italia

  21. Giacomo Iuppa
    Dicembre 3rd, 2007 | 17:00

    e poi giunto a Persano con il 77° Battaglione Bersaglieri Fagarè sono stato nei Conuni di Auletta e Romagnano

  22. Dwight A. Jekel
    Febbraio 29th, 2008 | 08:41

    I was stationed with NATO in Napoli during the earthquake of 1980. My family and I felt the terrible shaking in our villa in Lago Patria. The next day my unit was mobilized to provide communications from Avellio back to Naples. We setup a microwave relay on top of Mt Vergine in a winter storm. Through our efforts we provided the first telephone communications from the supply depot at Avellino to Naples. For my efforts I received the Humanitarian Service medal from the US Army and the Diploma de Benemerena con Medaglia from the Italian government. We kept communications going until the end of January 1981. I as an American, was so grateful that I could help the people of Italy in this time of great need.

  23. Peppino Gumari
    Marzo 24th, 2008 | 17:40

    Mi chiamo Pino Gumari .

    Ero di leva al 13″ Battaglione Meccanizzato Valbella.
    Quella notte non ero in Caserma ero dai parenti ad Ariano Irpino rientrai con alcuni commilitoni é partimmo subito per un paesetto.
    Dopo sono stato con una cucina da campo nel centro di Avellino zona Mercato se non sbaglio c’erano tante Rulotte la distribuivamo da mangiare a molte gente.
    Un saluto a tutti
    Gumari Pino

  24. Pino
    Aprile 13th, 2008 | 11:00

    I primi soccorsi specie nella zona di sant’angelo dei lombardi sono stati portati dal reparto mobile di roma, io ero li e ho vissuto 20 giorni di vera tristezza, ogni tanto mi ritornano alla mente i ricordi legati a questa triste esperienza, riaffiorano le immaggini dei corpi straziati sotto cumuli di macerie, e noi indaffarati giorno e notte e tra una scossa e l’altra, cercavamo di dare speranza ai parenti della donna rimasta sola,della vecchietta, o del padre di famiglia che annaspava sotto le macerie scavando anche con le mani e continuamente, con la speranza di trovar ancora qualcuno in vita. Una brutta esperienza, una cicatrice indelebile, rimasta dentro di me. Il ricordo bello, la dolcezza e la mitezza della gente del posto o delle zone vicine e l’aver fatto qualcosa per loro.

  25. Erasmo Mazzeo
    Maggio 30th, 2008 | 18:16

    Ciao a tutti! All’epoca ero un giovanissiomo ufficiale di complemento che in prima nomina fu inviato da Udine a Ricigliano il 7/1/1981 e ci rimasi sino al 15/2/1981. Appartenevo al 5° Battaglione Genio Pionieri 2^ Compagnia, ricordo ancora quei momenti terribili… ho visto tanta distruzione e desolazione che però non hanno mai lasciato spazio alla forza di volontà di quella fiera e forte popolazione così tremendamente colpita. Desidero inviare un saluto ed un caloroso abbraccio a tutti coloro i quali mi hanno conosciuto ed eventualmente si ricordassero ancora di me.
    Sotto Tenente Erasmo Mazzeo

  26. Francesco Carriere
    Agosto 24th, 2008 | 17:36

    All’epoca ero allivevo presso la scuola allievi sottufficiali di Taranto, il 4 dicembre del 1980, partivo da Taranto insieme a 9 miei compagni di corso e 4 Sottufficiali partecipanti al corso P apparteneti al Battaglione San Marco. Eravamo volontari a partecipare a questa missione di soccorso, La direzione Corsi delle Scuole C.E.M.M. di Taranto con il Comandante C.Amm. G. Arena, volle portare il suo aiuto. Ed io, che avevo 18 anni, ho vissuto tra i momenti più toccanti della mia vita, fummo inviati da prima a Potenza e successivamente a Rionero in Vultore e Monticchio Sgarrone e in altre frazioni dei quali però non ricordo il nome. Il nostro compito era quello di prestare soccorso e montare tende da 54 posti fornite dalla marina e mettere in funzione la cucina da campo che faceva parte del piccolo convoglio che comprendeva una jeep, 2 camion CM e un autobus. Ricordo che tra il materiale che portavamo con noi e i viveri avevamo tanta cioccolata e mi si riempivano gli occhi di lacrime quando i bambini mi venivano in contro per averla. Ricordavo mia mamma quando mi raccontava le stesse scene durante la guerra. Ho visto tanta distruzione come ne ho vista in altre occasioni, per esempio in Libano e che sia la natura o la stupidità dell’uomo, veder soffrire colpisce e fa riflettere.

  27. Maurizio
    Ottobre 6th, 2008 | 20:36

    Maurizio (Varese)

    C’ero anchio
    A Tito
    20 Battaglione M.S Michele

    maumarmz@alice.it

  28. FERRAROTTI Roberto
    Novembre 4th, 2008 | 12:46

    All’epoca ero allievo presso la SCUOLA TRUPPE CORAZZATE di CASERTA in forza alla 2^ Compagnia Corazzata Allievo Capo Carro, la sera del 23 novembre del 1980 mentre ero in libera uscita assieme ad altri commilitoni, una scossa tremenda ci colse all’improvviso mentre eravamo intenti a fare la coda presso il punto telefonico per la solita telefonata a casa; allora non c’erano ancora i telefonini. Resici subito conto della gravità della situazione, rientrammo subito presso la caserma FERRARI ORSI sede della Scuola dove era giàscattato l’allarme. Ricordo di aver passato la notte all’addiaccio vestito con l’equipaggiamento completo e lo zaino affardellato e al mattino presto partimmo abordo di pulmann e autocarri per le zone terremotate per prestare i primi soccorsi. Zona di destinazione CAPO SELE in provincia di Avellino. Ricordo che quando giungemmo in quel paese ai nostri occhi si presentò un paesaggio lunare, macerie e distruzione ovunque. Appena giunti fummo divisi in squadre di sei persone e armati di pale e picconi iniziammo a scavare fra le macerie alla ricerca di superstiti e purtroppo di vittime. La sera quando il buio impediva le operazioni, ci si ritrovava tutti intorno ad un fuoco improvvisato e ricordo la condivisione della nostre razioni da combattimento con la popolazione locale, ricordo il viso sorridente dei bimbi e la tristezza degli adulti che in quella tragedia avevano perso beni ed affetti, ricordo lo spirito di corpo che legava noi giovani militari di leva.Dopo i promi giorni di intervento giunsero poi i Vigili del Fuoco provenienti dal Nord Italia per dare man forte ai colleghi del posto, i ragazzi dellamensa universitaria di Bari che provvide a distribuire pasti caldi a tutti, volontari e altri reparti militari. Ricordo che dopo sei giorni la telecom riuscì a ripristinare una linea telefonica di emergenza e verso le ore 4,30 del 29 novembre giorno del mio ventesimo compleanno, riusci a telefonare a casa ai miei genitori che non avevano più mienotizie da quella tragica sera. Ho visto che nell’elenco dei reparti partecipanti alle operazioni non è citata la Scuola Truppe Corazzate di Caserta, sarei grato se fosse inserita perchè rimanga nel ricordo. Grazie

  29. angelo
    Novembre 10th, 2008 | 18:14

    cari amici.mi chiamo Angelo… io c’ero .. ero un ragazzo del 13°btg Carabinieri FVG di gorizia.. quelli che ricordiamo anche per Nassiria.. bene mi viene la pelle d’oca a pensare a S.Angelo dei Lombardi.. mi ricordo che c’era un panettiere che ci dava il pane ..caldo..mi ricordo la neve e quella fontana del centro del paese che a causa del sisma si era allargata restando quasi intatta ma molto più larga della sua circonferenza originaria…. e ricordo.. la gente che aveva perso tutto..ma non il gran cuore..e la solidarietà che in quei ricordi mi attraversano ancora..
    Grazie per avermi fatto sentire utile nel vs.sito.
    Un Saluto a tutti Angelo

  30. fabrizio
    Dicembre 17th, 2008 | 16:21

    Come ho già scritto in un altro post c’ero anche io appena arrivato dalla Sardegna all’ 89°battaglione Fanteria Salerno caserma Cascino, con i miei compagni abbiamo dato il nostro contributo alla popolazione di Castelnuovo di Conza. Se qualche compagno di leva legge, sarei felicissimo se mi contattasse, la mia email brizio61@libero.it

  31. fabrizio
    Dicembre 17th, 2008 | 16:51

    ..dimenticavo Fabrizio Corrias 11°scaglione 1980 ricordo.. Fabrizio Berti di varese,Errani Libero di Ravenna Bosinco Stefano di Sassari, Celestini nino di alghero, brighenti alberto Como,infusino Vincenzo Catanzaro,Lasorella Angelo Cosenza,Maccarone Carmelo siciliano,Di Iorio antonio di Toro (CB),ecc..

  32. GIORGIO
    Dicembre 20th, 2008 | 11:45

    CIAO TUTTI SONO GIORGIO ANCHIO NEL 1980 ERO A POTENZA BATTAGLIONE SAN MARCO MI PIACEREBBE SE QUALCUNO DEL QUINTO CONTINGENTE DEL 1960 LEGGESSE QUESTO COMMENTO MI MANDASSE UN MAEL CIAO A TUTTI X SEMPRE SAN MARCO

  33. salvatore
    Febbraio 7th, 2009 | 20:34

    sono siciliano e quel 23\novembre del 1980 mi trovavo in servizio presso la caserma militare di avellino
    ancora oggi o in mente tutto quello ke era succeso un brutto ricordo !!!ma anke dei bei ricordi conoscendo tantssimi civili ke nn ricordo piu i suoi nomi cognomimi piacerebbe contattarli nn so come ma se qulkuno di quei tempi legge questa mail sa ke stavo li ciaoo

  34. Lino
    Marzo 27th, 2009 | 13:21

    Dal friuli,dove stavo facendo il militare sono partito dopo alcuni giorni, non c’erano più i morti da estrarre dalle macerie, ma nonostante ciò quello che si è presentato davanti a noi aveva dell’irreale.
    Abbiamo fatto tutto quello che ci chiedevano e che era nei nostri mezzi. Sono stato quaranta giorni a Lioni,dormendo nei vagoni sulla ferrovia.L’angoscia della popolazione ancora la porto dentro quando penso a quell’evento. Ero bersagliere del 23°Btg castel di borgo di Tauriano. Lino Di Carlo

  35. Lino
    Aprile 3rd, 2009 | 16:22

    Sono sempre Lino Di Carlo, per chi si volesse mettere in contatto: violino21@fastwebnet.it
    Lino

  36. Costantino Sebastiano
    Aprile 6th, 2009 | 17:43

    ciao a tutti io mi trovavo nel genio di caserta per il servizio di leva.mi ricordo perfettamente quella sera del 23.11.1980.ero in bar e stavo guardando la partita juve inter tutto ad un tratto sono caduti i bicchieri le bottiglie,ed o capito che era una scossa di terremoto.eravamo con gli amici commilitoni,e siamo rientrati in caserma per fare il punto della situazzione.peche gia sentivo che era accaduto qualcosa di terribile.mi sono presentato subito per partire volontario,dopo 1 settimana,mi anno fatto partire per gli aiuti.mi anno aggregato a solofra. e sono rimasto fino al congedo 9 mesi.o dormito poco e niente per aiutare la gente del posto nel costruire tende e aiutare la ricerca dei superstiti.quando sono arrivato a solofra o sentito un brivido che ancora oggi non posso dimenticare.e una cosa che mi portero per sempre nel cuore.da non dimenticare mai.

  37. vuono tonino
    Aprile 6th, 2009 | 18:59

    Ero soldato di leva con il V bgt di bolsena UD distaccato a Salerno(Santomenna)

  38. PINO
    Aprile 8th, 2009 | 11:05

    1980 militare di leva a Forlì - 66 reggimento Valtellina - partimmo per le zone terremotate di Salerno: Colliano, Teora, Laviano. Non passa anno che non mi ricordi di quel tragico evento. Mi piacerebbe ritornare a vedere quelle zone

  39. claudio
    Aprile 9th, 2009 | 19:02

    Ero nel battaglione mobile Carabinieri di Bologna, sono stato inviato insieme ad altri 20 colleghi a Solofra. Mi ricordo che quella domenica eravamo in discoteca e un collega ci raggiunse per dirci di correre in caserma a prepararci per partire immediatamente. Il giorno dopo eravamo a Benevento in 100 e quindi 20 di noi furono dislocati a Solofra. Ricordo che dormivamo tutti e 20 in una aula di un asilo non crollato. Abbiamo praticamente vissuto come gli sfollati con grandi problemi igenici e alimentari. Non si dormiva mai ma la soddisfazione di poter aiutare chi stava peggio di noi ci faceva tirare avanti. Ricorderò sempre quando trovai un telefono funzionante nella tendopoli al campo sportivo e telefonai per la prima volta a casa sotto un diluvio di acqua e fango. I ricordi più forti che mi sono rimasti: l’odore della morte, il freddo delle notti all’aperto, l’ululare dei cani prima di una scossa, la gioia di un rubinetto funzionante per lavarci dopo 2 settimane e l’amicizia dei miei colleghi che hanno diviso con me quei mesi a Solofra.
    Purtroppo il mondo non ha comunque imparato nulla da queste tragedie che continuano a ripetersi.

  40. Mauro
    Aprile 10th, 2009 | 23:11

    Il terremoto in Abruzzo non poteva non risvegliare in me il ricordo di quell’esperienza terribile e insieme straordinaria che feci in Irpinia. Ero ufficiale di complemento nel 21° gruppo di Artiglieria “Romagna”. Arrivai a Castelnuovo di Conza il 4 gennaio dell’81, fresco di nomina a sottotenente. Il giorno prima mi ero infatti presentato a Bologna (sono di Roma), trovando la caserma praticamente deserta, o quasi. Mi chiesero se ero disponibile a raggiungere gli altri. Non aspettavo altro (la sera del 23 novembre ero a Foligno, per il corso AUC, e il primo pensiero che avemmo tutti fu quello di poter partire, cosa che non ci fu permessa, perché la Scuola non prevedeva un tale impiego). Ripartii dunque la sera stessa per Salerno, dove arrivai l’indomani mattina. Rimanemmo a Castelnuovo fino a metà febbraio. Ricordo la tendopoli dove eravamo sistemati, nella piana subito sotto il paese distrutto. Ricordo la mensa allestita dalla Caritas sotto un grande capannone. E, insieme alle tende, le tante roulotte in coda lungo la strada. Ricordo le ragazze e i ragazzi del paese, coetanei con i quali ho condiviso tante serate. Con un senso di vicinanza e solidarietà che in poche altre occasioni ho sentito così forte e sincero. E ricordo i tanti volontari arrivati da tutta Italia. Ricordo una ragazza di Genova. E una signora, della Crocerossa (mi sembra si chiamasse Rosy), che veniva da Terni: insieme a un giornalista del Secolo XIX ci faceva compagnia, a cena, dividendo con noi la cucina da campo. Ricordo il camion-cisterna con l’acqua, dai cui rubinetti la mattina ci si lavava alla meglio prima di mettersi in moto. Ricordo che i collegamenti telefonici erano quasi inesistenti. C’era una linea volante approntata all’interno di un piccolo container che fungeva da ufficio per il Sindaco. E un giorno mi riuscì anche di parlare con i miei a casa. Ma solo quella volta. Scrivevo lettere e, incredibilmente, ne ricevevo, lì in mezzo alla campagna. Ricordo poi i tanti militari di leva con i quali, in quei 42 giorni, ho condiviso un impegno che ha dato come non mai un senso al “fare il militare”. Ricordo che si partiva ogni mattina con il camion o la “Campagnola”: poteva essere per il trasporto del pane nei paesi vicini, come per aiutare ad allestire un accampamento o collaborare alla distribuzione di vestiario o quant’altro. Sempre in giro, tra Laviano e Colliano, tra Sant’Andrea di Conza e Santomenna (paese di cui non era rimasto in piedi nulla). Senza mai sentire la stanchezza. Un giorno lo passammo a raccogliere le tante casse funebri rimaste (fortunatamente) inutilizzate. Ricordo che a gennaio si scavava ancora e che l’emergenza era molto lontana dal potersi considerare conclusa. Ricordo anche come già si avvertisse, in chi era lì a portare aiuto, il timore che quel dramma la gente del posto se lo sarebbe portato dietro a lungo. Non solo per gli affetti perduti, e che nessuno avrebbe mai restituito loro, ma perché per troppi anni la vita di chi è sopravvissuto sarebbe stata segnata dall’umiliazione di non poter avere di nuovo una casa. E non un container. Oggi, dopo quasi 29 anni, il mio pensiero va ancora a quei ragazzi e quelle ragazze (come me, oggi, al di là dei cinquanta…), sperando che la vita abbia riservato loro quella serenità che gli fu negata allora. E idealmente, li abbraccio ancora.

  41. BRUNO
    Aprile 11th, 2009 | 20:44

    X IL SIGN. GIGI GIORDANO. SONO DI ACERNO ALL’EPOCA AVEVO 9 ANNI MA MI RICORDO MOLTO BENE DELL’AIUTO CHE CI AVETE DATO, NON VI DIMENTICHEREMO MAI,GRAZIE DI TUTTO

  42. Pietro Malvestiti
    Aprile 13th, 2009 | 00:53

    3° Battaglione Bersaglieri “Cernaia”
    Dal Friuli, precisamente Pordenone Bersagliere di leva siamo partito, e come ho letto dal commilitone Lino Di Carlo anche noi prima nelle tendene poi nei vagoni fermi nella stazione di Lioni, abbiamo prestato aiuto alla popolazione, purtroppo è un ricordo che non dimenticherò.
    Sarebbe bello ritrovare i vecchi bersaglieri che parteciparono a questo doloroso evento
    Per un contatto casamalve60@libero.it

  43. Paolo Fabbri
    Aprile 14th, 2009 | 11:46

    Anch’io come Alessio Marazzi quella sera ero di guardia presso il secondo Battaglione meccanizzato Cengio e con lui sono partito alla volta di Salerno e poi trasferito a Solofra. I ricordi di quei giorni sono rimasti indelebili nella mia mente ed il disastro di questi giorni in Abruzzo li hanno riportati alla mente come se fosse ieri.
    Un saluto ad Alessio che ricordo con simpatia.

  44. mauro
    Aprile 19th, 2009 | 15:54

    mi chiamo mauro ex soldato semplice autista partito da bolzano con altri miei commilitoni della caserma iseo di bolzano con altri della caserma orta di trento partito alla fine di gennaio da bolzano e rientrato in caserma ad agosto, credo sia stato x me un esperienza unica vorrei tornare un giorno a sant angelo dei lombardi, e sperererei di incontrare le persone che conoscevo oppure miei commilitoni,ma sopratutto vorrei vedere sant angelo dei lombardi diversa da come lo lasciata

  45. giuseppe
    Aprile 19th, 2009 | 21:50

    ciao a tutti.Io il 23 novembre del 1980 ero li in mezzo al terremoto, si c’ero pure io svolgevo il servizio di leva,appartenevo al 21 btg pionieri timavo di caserta.Che brutta esperienza, ma non perche soccorevo la gente, brutta per la paura e le sofferenze che si vedevano tra la gente.Noi della timavo siamo stati i primi a soccorrere i terremotati di Teora,Solofra,Avellino.ricordo che quella sera mi trovavo a eboli provincia di salerno e stavamo facendo il campo invernale a persano.Ragazzi il mio campo è durato 9 mesi perche siamo rimasti per tutto il tempo del servizio di leva a soccorrere la gente in un campo sportivo di Teora.spero che in questa testimonianza ci sarà qualcuno che avrà fatto il servizio di leva con me e se vuole mi potrà mandare un messaggio ciao a tutti.

  46. berardo tancredi
    Aprile 21st, 2009 | 17:16

    ero soldato di leva nel bgt alpini l’aquila eravamo dislocati a pescopagano,essendo abbruzzese (diTERAMO) STO RIVIVENDO QUEI GIORNI TERRIBILI,perchè adesso il terremoto lo sto vivendo da vicino ,dista da casa mia 50km.a 20 anni si vive l’evento con un altro spirto , a 48 e tutta un’altra storia.

  47. Silipo
    Giugno 16th, 2009 | 08:54

    Sono il 1 Maresciallo Silipo Paolo,il 23 novembre 1980 prestavo servizio al 91 btg lucania a Potenza con il grado di Sergente,siamo intervenuti a prestare soccorso con i militari di leva del 91 btg alle popolazioni colpite dal terribile sisma di Balvano e Pescopagano,colgo l’occasione per salutare tutti i militari di leva che con grande coraggio e sagrificio hanno lavorato scavando con le mani per tutta la notte,purtroppo i mezzi che avevamo allora erano questi.Un saluto a tutti i militari di allora,sarei felicissimo se mi contattassero.

  48. ANTONIO COZZOLINO
    Agosto 12th, 2009 | 19:08

    SALVE SONO ANTONIO ,VORREI AVERE I NOMI E L’INDIRIZZO DEI MILITARI DELLA CASERMA BERARDI DEGLI ANNI 1980 QUELLI CHE HANNO SOCCORSO I TERREMOTATI. IO SONO UNO DI QUEI MILITARI SONO COZZOLINO ANTONIO VIA ROMA N 35 ERCOLANO NAPOLI TEL 3495722510 GRAZIE A TUTTI.

  49. d'angeli giovanni
    Agosto 25th, 2009 | 14:14

    chi si ricorda di noi della compagnia s.o.c. ero del 6-79 c.sr d’angeli mi farebbe piacere contattare qualcuno di quei tempi al freddo e sotto le tende e mi consideravo un fortunato

  50. Francesco
    Gennaio 12th, 2010 | 21:04

    Sono Francesco, non ho vissuto la realtà dolente del terremoto d’Irpinia 1980. Nascerò dopo 2 anni. Ma ho partecipato al post-emergenza del terremoto in Abruzzo 2009 come infermiere CR. Sono realtà imparagonabili, ma c’è una cosa che è rimasta invariata e invariata rimarrà: LA BONTA’ dei volontari, vigili del fuoco, e di qualunque Persona che abbia prestato suoi minuti per aiutare il prossimo..
    Grazie di cuore a queste persone..

  51. nocera michele
    Gennaio 25th, 2010 | 23:36

    Ricordo benissimo e tristemente quei luoghi e in particolare Conza della Campania dove sono stato per oltre un mese.Appartenevo al Btg. Genio Alpini “ORTA” di Trento.Ne avrei tante da ricordare, perche’ ricordo molto bene quei giorni trascorsi insieme alla gente del posto.Cercavamo di fare piu’del possibile ma purtroppo all’epoca i mezzi erano quelli , io sentivo forse di piu’ lo stimolo di fare in quanto ero un ufficiale del sud venuto dal nord ,sono molisano.Iniziammo a costruire le fondamenta di quello che doveva essere il panifio, la sistemazione delle piazzole ecc, certo lavoravamo un sacco ma non eravamo mai stanchi.Ricordo le Sante Messe celebrate dal parroco ,li nella valle ai piede delle rovine.Ho un gran desiderio di tornare li d Voi e spero che in qualche occasione o ricorrenza potremmo venire.
    Ten.Michele Nocera

  52. ascani paolo
    Aprile 11th, 2010 | 18:47

    10° battaglione Bersaglieri Bezzecca

  53. giovanni
    Maggio 17th, 2010 | 16:10

    Quel 23 novembre c’eravamo anche noi col 67 btg bersaglieri Fagare’
    a Ricigliano

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