Fan presto i bimbi a dimenticare
Sull’altare di mattoni
i bimbi offrivano margherite:
chissà se Dio ha mai accettato
quelle offerte.
Dall’alto di questa torre,
quando la terra non è troppo calda
o il cielo non è troppo nuvoloso,
puoi vedere cosa resta di un luogo,
ogni giorno una casa in meno
ogni giorno un vuoto in più nei ricordi.
Fan presto i bimbi a dimenticare,
i loro giochi non son sempre uguali,
nascondersi dietro macchine
o nascondersi dietro macchie verdi
per loro è uguale.
L’orizzonte, l’orizzonte non è più stretto,
non è più stretto su quattro tetti
dove anche il sole non si rifletteva;
l’orizzonte,
l’orizzonte non è più lo stesso
e non puoi misurarlo con l’eco di passi
che non sono più i soli a perdersi nella notte.
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La notte ha tanti colori,
anche il colore della noia
che poche volte fa rima con la paura.
Non si perderanno più i passi nella strada,
non sarà più l’abitudine a guidarti nella notte,
non saranno più le facce solite a salutarti;
tutto è andato in una notte,
l’uomo che ti guardava distrutto
è andato via con le sue cose
e non tornerà sui suoi passi;
nella nebbia di tufo non ti resta
che bagnarti la gola
e cercare di avere paura,
ma la paura non verrà mai
perchè non saprai mai cosa accadde.
La ruota della vita gira stranamente,
un minuto od un secondo la possono fermare,
ma non ti chiedi perchè aver paura?
Son tutti lì che vengono avanti
(come nel quadro del Quarto Stato)
e la libertà in prima fila
non saprai mai che nome aveva,
non saprai mai cosa dicevano i suoi occhi,
tu vi hai letto la paura
ma potevano anche dire
la gioia di essere vivi.
Ventun volte attorno ad un fuoco,
ma mai per una notte intera,
tante scene come in un grande libro:
due pagine sopra o due pagine sotto
si moriva.
luigi roca





Diciamo che tutto questo lavoro merita un più ampio consenso. Secondo me dovresti prevedere un’edizione cartacea di questa testimonianza di più voci. Un diario di quello che è per le persone normali il terremoto dopo 25 anni. Hai il feeling giusto e le capacità, pensaci.
Che il lavoro sia splendido non ci sono dubbi! Una cosa: la poesia si legge da schifo!
hai ragione, non me n’ero accorta, Urca!
corretto. Chiedo scusa a Luigi
Durante il terremoto dell’ Irpinia ho visto un rettile grande più di un essere umano spuntare da dietro il divano di casa.
Avevo solo 5 anni e oltre me non lo ha visto nessun altro perchè io ero in braccio a mio padre che correva verso la porta . Questo ricordo affiorava ogni tanto ma pensavo fosse solo frutto della mia immaginazione. Poi un giorno in macchina l’anno scorso ho sentito una trasmissione a RADIO2 che parlava di RETTILIANI … ed è un anno che divento matto cercando di capire se quello che ho visto è frutto del momento oppure realtà . Non ho il coraggio di dirlo a nessuno perchè sicuramente ci faccio la figura del matto . Ho cercato su internet e trovato qualcosa di analogo . Una storia di una squadra di pompieri che nel soccorrere una famiglia nell’ avellinese ha assistito impietrita al parto di un rettile dalle sembianze umanoidi … pare che quella sera fosse piena di demoni … ma a chi lo vai a raccontare un fatto del genere ?
Nelle mie ricerche nascoste qualcosa ho trovato e secondo me non tutto ciò che vediamo è reale ….
Se qualcuno ha testimonianze analoghe di quella sera si faccia vivo ….