30 novembre 1980
Mi chiameranno sciacallo a vita. Diranno che sono quello che ha lasciato un bimbo a terra per fare i fatti suoi. Hanno messo anche la foto sul giornale, e il nome, e il cognome. Sissignore, sono io! Sono stato io, signor giudice. L’ho presa io l’ambulanza e mi hanno visto tutti: il maresciallo, quel soldato lì e il padre del bambino. Era piccolo, signor giudice, lo so. Lo avevano appena tirato fuori dalle macerie. L’ho visto anche io. E anche io ho tolto le pietre. Anche io, signor giudice. Non c’erano soltanto loro in via Cascino. Lì ci abitavo. Ero in piazza Libertà, stavo vicino alle fontane con i miei amici. Aspettavo che si facesse ora di cena, signor giudice. Parlavamo della partita, di quel gol che Juary gli ha rifilato. L’avete visto anche voi, signor giudice? Chi lo sapeva che il terremoto si sarebbe mangiato le case e la gente. C’era Tonino, quello del banco lotto, che faceva i conti per il giorno dopo. Controllava le vincite e preparava i pagamenti. Lo faceva tutte le domeniche e qualche volta l’ho anche aiutato. Chiedete a lui, signor giudice, se sono una persona seria. Lui lo sa. E’ vivo, Tonino. Ha aperto la porta ed è uscito quando ha sentito il botto. E l’ho visto io, signor giudice. Guardava il palazzo che era venuto giù. L’ho sentito io, signor giudice, sfilava il rosario e ha fatto scendere tutti i santi del paradiso. Lo sapeva che al quinto piano c’era il battesimo del figlio di Armando. E Armando la sera prima gli aveva detto: "Se vinco stavolta, faccio tutti buoni per mio figlio, così lui non ci dovrà andare in fabbrica. Farà l’avvocato o il dottore!" C’ero anche io. Avevo giocato la schedina. Tonino sfilava il rosario e chiamava i santi a uno a uno, mica per i soldi e per il negozio che aveva perso, signor giudice. Aveva visto salire i parenti da Armando. E quanti bambini, signor giudice. Tutti là sotto. Li ho cercati anche io. Eravamo tutti in piazza a piangere e a scavare. Le vedete le mani, signor giudice: sono mani da sciacallo? L’ho presa l’ambulanza. Sì, sono stato io. E lo so: c’era il bambino. Ma era morto, signor giudice. Era morto. E mentre il padre l’abbracciava e strillava, avevano preso mia figlia. Aveva la testa spaccata, ma piangeva. Lei piangeva. E l’ambulanza era una soltanto e dentro c’erano altri feriti. L’ho presa io, lo giuro. Ma mia figlia piangeva ancora.




