1 dicembre 1980

Gabriella Bianchi in storie Giovedì 17 Novembre 2005

Non sono l’ultimo fesso di questa provincia. So che l’hanno fatto a Napoli, e l’hanno fatto anche a Salerno. Io sono il sindaco e non ci trovo niente di male. La mia gente non ha pianto morti. Non ci sono crollate le case addosso. Ma qui non è venuto ancora nessuno a contare i danni. Sono tutti impegnati. Quelli che dovrebbero coordinare, stanno più accampati dei terremotati. E nessuno se ne accorgerà. E mi ringrazieranno. I cantonieri non volevano farlo. E allora sulla ruspa ci sono salito io. Giù, tutte giù le case coloniche. Tutte a terra con la ruspa, le case di quelli che sono emigrati, che hanno lasciato la campagna per andare a scavare nelle miniere. Fanno gli schiavi in Belgio adesso, fanno i camerieri in Svizzera o in Germania e, quando arrivano in estate, sfoggiano le macchine e i soldi. Lo sappiamo tutti che mangiano pane e cipolle tutto l’anno, per fare bella figura in paese per quindici giorni. Mi servono le loro case. Quegli ammassi di tufo, costruiti mattone dopo mattone, con un soldo alla volta, senza architetto e senza geometra. Case rurali, si chiamano nei piani urbanistici. Tutte giù, ché pietra per pietra valgono come l’oro. E verranno i tecnici di Zamberletti anche qui. E conteranno le crepe, i crolli e i senza tetto. E ci daranno i soldi. Mentre guido la ruspa, mi gridano contro. Loro non capiscono, ma io sono il sindaco e sono geometra. Le conosco queste storie. In Belice non hanno ricostruito ancora. Ma qui non siamo in Belice. Qui abbiamo i politici, qui ci passa l’autostrada. Se ne accorgeranno quanto valgono quattro pietre impastate con la calce e la paglia. Un giorno ci saranno tante villette, tutte di cemento bianco e fresco, tutte pulite, nuove, moderne. Neppure una catapecchia e nemmeno una stalla. Lo capiranno quando ci saranno le strade e le industrie. Altro che noccioleti, castagneti e vacche disseminate ovunque. Arriveranno le industrie. Io sono un politico, e queste cose le vedo prima degli altri. La smetteranno con questa favola della verde Irpinia. Dovranno capire che a lavorare la terra non ci si guadagna. Cambieranno testa.

Comments

  1. Novembre 27th, 2005 | 17:42

    E bravo il sindaco… avrà fatto carriera.

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