23 novembre 2000
Perché accuso lo Stato? Sono pazzo? Risponderò alla seconda domanda. No, non sono pazzo. Ogni anniversario che si rispetti, deve essere gonfio di retorica. E anche la retorica rientra in quel "Limite di convenienza". Sembrerebbe un artificio dell’oratoria politica. Era una regola fissata nell’abecedario di ogni buon tecnico. Una generazione di ingegneri, di architetti, geologi, geometri è cresciuta, ingrassata, proliferata secondo la regola del "limite di convenienza", con la compiacenza, la connivenza, la convenienza del popolo. Al cospetto di un edificio semplicemente lesionato dall’evento tellurico procedevo, come la legge imponeva ed impone, facendo l’analisi oggettiva delle deficienze strutturali che potessero aver rappresentato la causa o la concausa dell’avvenuto danno in seguito al sisma ed in ragione dei sisma; indi a progettare le opere necessarie al ricupero ed al necessario adeguamento antisismico dell’immobile, sempre e soltanto nel rigido rispetto delle norme. Sono partito dal presupposto, peraltro dettato dalla legge 2I9/81 di recuperare l’immobile, ove evidentemente non fosse, tecnicamente, totalmente non ricuperabile. Questo principio non è stato e non è di poco rilievo, infatti, occorre attuare anche una valutazione sui limiti di convenienza sottesi al recupero stesso di un edificio: se nell’eseguire cioè le opere necessarie a rendere antisismico l’edificio danneggiato dal sisma (garantendo il grado di sicurezza previsto dalla legge) il costo supera l’80 % del corrispettivo occorrente per la realizzazione ex novo di un edificio equipollente (identico), a questo punto sarebbe lecita l’opzione per la ricostruzione.
Sarò più chiaro, perché questo è il dato principale che si dovrebbe capire, se si vuole giungere ad una valutazione del mio comportamento professionale rispetto a quello di tanti miei colleghi. Di fronte ad un edificio lesionato o anche gravemente danneggiato, io ho operato sempre pensando di poter giungere al recupero dell’edificio stesso, come la legge m’imponeva di fare; sembra che i miei colleghi abbiano attuato un percorso trasversale e, se si vuole, completamente inverso. Tale percorso peraltro è stato incentivato e fomentato dallo stesso Ordine degli Ingegneri di Avellino che, caso unico in Italia e senza precedenti, ha diffuso una delibera-circolare con la quale vengono offerti degli “alibi” all’operato dei tecnici inclini a tale orientamento. L’Ordine professionale su predicato ha (per meglio intenderci) velatamente imposto il cosiddetto “limite di convenienza” (indiscutibile come principio , ma nella sua applicazione stravolto nello spirito, ha provocato danni più gravi di una guerra) che consiste nel redigere un progetto di massima teso al confronto tra il costo reale d’intervento per il totale ricupero con il costo d’intervento convenzionale di un equipollente (identico) edificio da ricostruire ex novo. In base a questa "stranezza”, si è creata un’occasione unica per poter ricostruire ex novo fabbricati che non avevano subito alcun danno. Grazie ad una indicazione del tutto irrazionale e non contemplata da specifiche norme, anzi in contrasto con le norme stesse e la deontologia professionale, i tecnici, già “cromosomicamente inclini all’intrallazzo, si sono maggiormente sentiti spinti a compiere dei veri e propri atti falsi a 360 gradi.





Mi chiamo Michele, facevo parte dell’unità sanitaria mobile della marina militare ed ero a muro lucano mi farebbe piacere ritrovare contatti con persone che erano li in quei tristi avvenimenti che hanno marchiato la vita di tanta gente, tengo a precisare che ero marinaio di leva e che non mi sono mai sentito piu utile nelle mia vita da marinaio di quelle settimane che ho vissuto a Muro lucano.
Carissimo Michele facevo parte della marina militare
nel 1980 8/79 e in quel periodo ero anche io in servizio in quel ospedale da campo di Muro io facevo parte dei csr che prestavano servizio di guardia alla
sbarra.
ciao Francesco
francesco chi? anche io ero a muro lucano all’ospedale da campo della marina mi faebbe piacere avere un contatto ex sc. c.sr d’angeli giovanni 79/6
e.mail arraica1959@live .it