27 novembre 1980

Gabriella Bianchi in storie Giovedì 17 Novembre 2005

Ora che sono in viaggio, posso dirlo: menomale! Leggo il giornale in treno. "Una scossa al funzionario - Il prefetto licenziato". Peppino è sempre stato un amico. Quattro colonne a piè pagina, fitte e nascoste. Con tutti gli sputi che mi sono preso addosso, in altri tempi i giornali ci avrebbero marciato per giorni. E invece me la sono cavata con poco. Ma cosa credono? sono un terremotato anche io. L’ala nord della prefettura è crollata. Cosa dovevo fare? lasciare mia moglie e i miei figli? mi sono solo allontanato per una notte, il tempo di accompagnarli al sicuro. E poi ero di nuovo in ufficio. Ho viaggiato tutta la notte per essere puntuale alle 8 del mattino. Ero lì, alla mia scrivania, come sempre. Lo sanno che il ministero sugli straordinari non è tanto tenero?!

Menomale, comunque. Ieri sera, quando ho stretto la mano al mio successore, gli ho augurato buona fortuna. Tocca a lui adesso accompagnare ministri e sottosegretari. Io non ho accompagnato il presidente Pertini. Per fortuna. Se la sono presa con lui. A lui chiedevano coperte, vestiti, cibo, medicinali. Io ero un terremotato come loro. Si sa che la prefettura è crollata. "Vergogna! ché, venite a passeggiare?" hanno detto a Pertini. Lui non è abituato. Il presidente trova soltanto folle osannanti. Lui è simpatico con quella sua pipa tra i denti e la voce da nonno d’Italia. Questi cafoni non hanno buone maniere. Vanno subito al sodo. Cose pratiche: coperte, cibo, medicinali. Ché tanto ci pensano poi loro a rifarsi le case. Ho percorso la città in lungo e in largo in questi giorni. Hanno cominciato a pensare a cosa sarà dopo la prima emergenza. Case, palazzi… e questi cafoni volevano le coperte! Ma menomale! Non è più compito mio.

Vedranno che belle case, altro che quei quattro mattoni in tufo e in pietra, tenuti assieme dalla calce impastata con la paglia, e le stalle che fanno da salotto. Via tutto: ci costruiranno strade, ponti, palazzi. L’ho già sentito. Ne parlavano. Ma adesso non tocca più a me.

Serviva un capro espiatorio: hanno trovato l’anello più debole. Perché mi sono presentato in ufficio puntuale. Ma tanto la mia carriera continua. L’hanno detto: qualche anno in sordina e poi in un bell’ufficio al ministero.

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