Irpiniagate, vero falso
Ho letto ieri, anche se distrattamente, perché presa dal lavoro e da una bufera di neve, i commenti al post sull’Irpinia. Distrattamente quelli che riguardavano le polemiche che accompagnano questo anniversario. Distrattamente perché li conosco. Sono sempre gli stessi: sprechi, sperperi, ritardi De Mita e il suo feudo, l’Irpinia mangia soldi, le autostrade nel deserto, le industrie fantasma…
L’elenco è lunghissimo. Non amo le polemiche, preferisco le discussioni e spero di contribuire a una riflessione pacata. Perché l’animosità accende il dibattito e come la paglia brucia in un istante senza lasciare traccia, neppure del calore. A quelle accuse rispondo: è vero. E’ vero i soldi sono stati sprecati, qualcuno ne ha tratto vantaggio ingiusto, economico e politico. E’ tutto vero. Ma la verità in questa vicenda non è ua soltanto. Come tutte le verità andrebbe vista da diversi punti di osservazione.
Quando ho deciso di registrare un dominio che si chiamasse 23novembre1980.it mi sono chiesta come riempirlo. Avrei potuto inserire foto, documenti, testimonianze e poi le varie "ricostruzioni" dello scandalo noto come Irpiniagate (il conio è di Montanelli). E invece ho scelto un unico fazioso punto di vista: quello di chi ha vissuto sulla propria pelle la catastrofe. Continua…




